LETTERA A UN AMICO

Ci sono momenti nella vita in cui si diventa migliori: momenti in cui si cresce o per lo meno ci si prova.
Purtroppo questi coincidono sempre con dei grandi dolori.
Il dolore però apre il cuore rendendolo più attento a ciò che è importante,
a ciò che serve veramente alle nostre vite.

Paradossalmente il male che serve al bene, il brutto che genera il bello.
Di fronte al nostro destino nulla ci è permesso se non quello di apprezzare i nostri cammini per quello che sono stati, per quelli che sono e per quelli che il Signore vorrà riservarci.
Fortunatamente niente si perde per sempre: il nostro cuore, nel momento del distacco, tempesta le nostre menti di ricordi. E’ un pò come se ci mettessimo a sedere per sfogliare un album fotografico.
Lo osserviamo con un attenzione unica, un attenzione che ci permette di cogliere tutto quello che ci era sfuggito ai nostri occhi fino a quel momento.
Fa male, ma è un male che se il nostro cuore riesce ad abbracciare ci permette di andare avanti e di poter dire grazie alla vita per quello che è.

Mio Babbo me lo ricordo così

Burbero ma Gentile , Duro ma anche Comprensivo e Amorevole
Testone più di un mulo, caparbio, deciso, determinato, ambizioso ma sempre Umile  .
Raramente Tenero, ma così inaspettato da far sciogliere anche il più freddo dei cuori.
Si sarebbe fatto tagliare un braccio piuttosto che venire meno a una parola data , sempre fedele a sé stesso.

Ricordo di quando mi accompagnò alla prima gara ciclistica di una mini me di 8/9 anni, ricordo le parole precise che mi disse: “comunque vada sei uno spettacolo… ma tanto vincerai ” e rise sotto i baffi.
Risi anche io e dissi “lo so babbo, sono la più forte !”  sapevo anche che se avessi vinto non sarebbe venuto meno alla sua promessa : mi avrebbe comperato una vaschetta di gelato da due kg con i gusti scelti interamente da me !  (che in una famiglia di 7 componenti non è una misera vittoria).

Mio babbo, l’uomo tutto d’un pezzo che conoscevo a casa, quello integerrimo e serioso… guardalo lì a sorridere come un bambino mentre mi osserva tagliare il traguardo con le braccia alzate e la linguaccia come a dire: tiè adesso i gusti del gelato li scelgo io !

Quella volta mi venne incontro con la sua solita andatura leggermente funambola e irregolare, riuscivo a decifrare subito i suoi stati d’animo da come trascinava la gamba e quel giorno era decisamente felice: camminava quasi bene !
Rammento i suoi suggerimenti alimentari per migliorare le prestazioni sportive, mi teorizzava sul ph alcalino dell’acqua, sulla nocività degli alimenti acidi e tanto altro: sinceramente in cuor mio ho pensato più di una volta questo è andato fuori di testa.

In realtà col tempo compresi che era il suo modo di dimostrarmi quanto mi avesse a cuore e che voleva solo che io stessi bene.

La bicicletta ben presto divenne una passione anche per mio babbo, appena poteva usciva.

Per darvi un’idea di quanto amasse questo sport mi basta dirvi che il primo anno che si era preparato per partecipare alla Nove Colli e Don Domenico gli comunicò  che la data della comunione di mio fratello sarebbe caduta lo stesso giorno della gara ci rimase malissimo, ma quando l’anno successivo la coincidenza si ripetette non ci fu verso di farlo desistere: quell’anno niente Comunione quell’anno gareggiò per portare a termine la sua gara preferita 209 km di difficoltà e sofferenza, ma lui l’amava per questo.

Mio babbo era così: Apparentemente burbero, mi ha sempre trasmesso nella sua ruvidità una sensazione di gioia ed entusiasmo infinito per la vita tipico dei bambini.

La vita è bella anche quando il dolore e le lacrime tolgono il fiato:
Bisogna guardare oltre perché oltre c’è l’Amore quello grande
quello vero il Suo.

Ti voglio bene Ba.

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