GLI ARRIVI MEMORABILI NELLA STORIA DEL CICLISMO

  1. E’ stata la tappa più dura del Giro 2011, quella che da Genova ha portato la carovana a Livorno. Duro non per il percorso ma per l’assenza di Wouter Weylandt, la cui morte ha riunito tutto il mondo del ciclismo. Per una volta le casacche colorate hanno viaggiato insieme in un lungo tributo al campione scomparso. Non si è corso e per una giornata le asce sono state sotterrate per dare spazio ad un corteo che ha attraversato alcune località dello Stivale per rendere omaggio al ciclismo come passione e non solo come lavoro. C’erano proprio tutti, uniti e procedevo parlando tra loro in amicizia. Non possiamo non pensare che il ricordo del ciclista scomparso non sia stato argomento di conversazione tra tutti. Particolarmente ferito è stato Tyler Farrar che è giunto a prendere l’estrema decisione di abbandonare la “corsa rosa”, troppo il suo dolore.

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2. Come dimenticare l’impresa dal cuore grande di Paolo Bettini che vinse per distacco dominando in Lombardia e all’arrivo, in lacrime dedica la vittoria al fratello da poco scomparso. Secondo .Scattò sul Ghisallo, riscattò sul Civiglio, opera lultimo e decisivo affondo sul San Fermo della Battaglia, e quando giunge tutto solo sul lungo Lario di Como Paolo Bettini piange, piange lacrime amare perché da 11 giorni, il caro fratello Sauro non c’è più e Paolo può solo dedicargli la vittoria.

3. Se c’è una cosa che mi piace incondizionatamente del Ciclismo è che riesce sempre a trasmettere grandissime lezioni di umanità, questa volta è il turno di un immenso Vincenzo Nibali con un abbraccio che commuove: da Nibali ad Anterselva, la dolcezza dei genitori di Chaves torna ad emozionare il Giro d’Italia 2019

4. Sul traguardo di Limoges, il 21 luglio 1995, Lance Armstrong della Motorola alza le dita al cielo, dedicando la vittoria nella 18ª tappa del Tour allo sfortunato compagno di squadra, Fabio Casartelli, morto tre giorni prima nella discesa del Col de Portet d’Aspet.

5. Emozione e commozione per Enrico Gasparotto che dopo aver vinto per la seconda volta in carriera l’Amstel Gold Race, dedica la vittoria  alla memoria di Antoine Demoitie’, il suo giovane compagno di squadra deceduto dopo esser stato travolto da una moto durante l’ultima Gand-Wevelgem.

6. Parlando di ciclismo femminile invece non dimenticheremo mai i due ori europei di una immensa Katarzyna Niewiadoma che stra vince nella categoria under 23 sia nel 2015 a Tartu, in Estonia, dal 6 al 9 agosto 2015 sia nel 2016 a Plumelec, in Francia, dal 14 al 18 settembre 2016. Questa edizione ha rappresentato anche la prima aperta alla categoria Elite, uomini e donne.

7. Vittoria meritevole di interesse sia umano che morale è quella di Nicola Gaffurini, un ragazzo appena dilettante con un immenso dolore nel cuore dovuto alla scomparsa della fidanzata attacca a Montecassiano nel 2014, e ha potuto cosi dedicarle la vittoria.

8. Elia Viviani conquista la medaglia più preziosa con cui riscatta il 6° posto di 4 anni fa a Londra, regalando all’Italia la 23a medaglia, l’8° oro. Meraviglioso, come sa esserlo un oro cercato così a lungo. Elia Viviani se lo mette al collo quattro anni dopo la beffa più atroce della sua carriera, compagna di tante sue notti insonni: da primo a sesto nell’ultima prova dell’omnium di Londra

9. Splendida vittoria di Francesca Baroni fra le donne Junior dopo un duello entusiasmante con la quotata atleta friulana Sara Casasola. Bello è stato vedere quante persone hanno apprezzato lo spettacolo che questa ecclettica ragazza, assieme alla sua avversaria, hanno saputo regalare al folto pubblico salito a Monte Prat. Questa vittoria è il coronamento di una stagione crossistica corsa sempre ad altissimi livelli, testimoniata da una continua crescita. 

10. Applausi, incitamenti e partecipazione sono stati gli ingredienti di una impresa che ha richiamato l’attenzione di tanti amici del ciclismo.  L’ennesima soddisfazione personale per Luca Panichi che si conferma l’uomo dalle sfide impossibili e che non molla mai.

 

 

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